262015Mar
Smaltire i farmaci scaduti: in gioco c’è la salute dell’ambiente

Smaltire i farmaci scaduti: in gioco c’è la salute dell’ambiente

Tra i rifiuti speciali definiti pericolosi rientrano i farmaci scaduti. Una volta esaurito il principio attivo e l’effetto curativo è necessario pensare a come smaltire correttamente questi prodotti poichè anche l’ambiente, come il nostro organismo, ha bisogno di essere sempre… curato.

Le medicine che utilizziamo sono tra le tipologie di rifiuti più dannosi, a causa della composizione chimica che può rivelarsi tossica o velenosa per il sottosuolo e le falde acquifere.

Secondo l’ultimo Rapporto Istat su Popolazione e Ambiente: Comportamenti, Valutazioni e Opinioni, nel 2012 era già il 60,8% degli italiani a seguire le corrette misure di smaltimento dei farmaci, ciò perchè tra le principali preoccupazioni della popolazione in materia di ambiente spiccano l’inquinamento atmosferico (52%) e lo smaltimento dei rifiuti (47%). Dati che indicano una progressiva attenzione e rispetto per l’ecosistema in cui viviamo tutti i giorni.

A dispetto di questa maggiore consapevolezza, tuttavia, in Italia non esiste ancora una normativa specifica che regolamenti la raccolta dei rifiuti farmaceutici, perciò si fa riferimento al Testo Unico dei Rifiuti e alle direttive emesse da ciascuna Regione.

Esistono, comunque, alcune regole comuni da seguire per disfarsi dei farmaci scaduti nel pieno rispetto dell’ambiente. Il primo accorgimento utile è conoscere le sedi più vicine dove trovare i contenitori per il deposito dei rifiuti farmaceutici, indicati negli elenchi che ciascun Comune pubblica per i propri cittadini. È da questi punti di raccolta, infatti, che parte il trattamento dei farmaci scaduti ad opera di imprese specializzate che si occupano del loro smaltimento.

In questi punti di raccolta vanno conferiti, ad esempio, tutti gli sciroppi, i flaconi , le pastiglie o compresse, le fiale e i disinfettanti, purchè privi delle rispettive confezioni, tappi e foglietti illustrativi, destinati ai cassonetti della tradizionale raccolta differenziata di carta, plastica o vetro.

Una volta eseguita la raccolta, i rifiuti sanitari possono essere smaltiti attraverso il processo di combustione controllata nei termovalorizzatori o – è il caso dei rifiuti sanitari pericolosi a rischio infettivo – mediante sterilizzazione a calore umido con impiego di vapore acqueo in pressione. Nel primo caso, la combustione scompone il legame chimico del principio attivo, ma nessun componente nocivo si disperde nell’ambiente grazie all’utilizzo di appositi filtri installati alle estremità delle ciminiere. Con il secondo processo, invece, l’innalzamento della temperatura associato all’utilizzo del vapore acqueo e della pressione contribuiscono a eliminare qualsiasi residuo microbico. La sterilizzazione garantisce, inoltre, un livello di emissioni ambientali molto limitato e ha come vantaggio la riduzione del peso e del volume dei rifiuti sanitari, oltre alla possibilità di ricavare energia dal loro trattamento.

Ecco perchè è importante conoscere le corrette procedure di raccolta e smaltimento dei farmaci scaduti. D’altronde è innegabile che la migliore “medicina” per il nostro corpo è vivere quotidianamente in un ecosistema sano e pulito.

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